DANTE: UN PASSATO SPECCHIO DEL PRESENTE – I RAGAZZI DELLA SECONDA A DELLA S.S.GALLO NEL GIORNO DEDICATO A DANTE

26 Mar · Non ci sono commenti

Prima di approcciarci allo studio della Divina Commedia, noi alunni della classe 2 A della Scuola Secondaria “Gallo”, attraverso una lettera-recensione da indirizzare ai nostri “successori” di seconda, futuri lettori della Commedia, abbiamo spiegato il motivo per cui leggere questa straordinaria opera: “non è un’opera qualunque, per il modo in cui è scritta e per l’argomento che tratta. Il motivo per cui leggiamo ancora quest’opera è ricostruire il modo in cui si viveva ai tempi di Dante, per capire le differenze e le somiglianze e ragionarci insieme…Siamo sicuri che piacerà anche a voi il finale dell’Inferno, proprio per la tensione che mostra e per l’attenzione che Dante vi costringe a tenere salda fino alla fine. Sembra un vero film!”.

Questo è stato l’incipit del nostro viaggio che ha compreso più tappe:

  1. Abbiamo liberamente immaginato il regno dell’Inferno attraverso il disegno che ognuno di noi ha spiegato.
  2. Ci siamo calati nelle vesti di ciascun dannato: ignavo, non battezzato, lussurioso, goloso, avaro, prodigo, iracondo, accidioso, eretico, violento, fraudolente, traditore. Al nostro collo abbiamo appeso un cartellino su cui abbiamo rappresentato l’immagine di quello che eravamo in quel momento.

3 Ci siamo dati appuntamento al 25 marzo, giorno tanto atteso del Dantedì.

Se pur a distanza, e con qualche difficoltà, ci siamo organizzati e così abbiamo pensato di dare spazio, ancora una volta, alla nostra fantasia: abbiamo voluto immaginare nuove categorie di peccatori del nostro tempo, da collocare nell’Inferno, attribuendo loro un giusto contrappasso.

Arianna ha immaginato la categoria dei mafiosi: nella loro vita hanno pensato solamente ai soldi e hanno ucciso innocenti, ora sono destinati a stare nell’Inferno e devono affrontare potenti colpi di pietre.

Vincenzo, alla luce di quello che sta accadendo, ha pensato che oggi, Dante, avrebbe collocato nel V cerchio dell’Inferno, insieme agli accidiosi, una nuova categoria di peccatori: gli untori, coloro che diffondono il contagio della malattia, infettando persone e cose. In vita vollero uscire di casa violando le regole, ora sono rinchiusi in una cella.

Anche Alessandro D. ha immaginato gli untori come coloro che si stanno spostando da un paese all’altro, irresponsabilmente, con il rischio di diffondere ancora di più l’epidemia.

Sempre Alessandro immagina un’altra categoria: i diffonditori, coloro che stanno approfittando della paura della gente e stanno diffondendo fake news o bufale, aumentando la tensione. Nell’Inferno saranno costretti a dire sempre la verità.

Leo e Matteo hanno collocato nel cerchio IX i politici, perché spesso non mantengono quello che dicono: saranno immersi in un lago ghiacciato.

Samuela ed Alessia hanno collocano nel cerchio VIII dell’Inferno, insieme ai fraudolenti, gli omofobi, condannati a subire gli insulti fatti.

Adriano ha immaginato gli inquinatori: coloro che sommersero il pianeta di rifiuti, adesso si trovano nell’Inferno e indossano quegli stessi rifiuti con i quali hanno distrutto l’ambiente.

Angelica ha collocato i violenti moderni nel cerchio VII: coloro che usano la violenza nei confronti delle donne, ora, nell’Inferno, sono rinchiusi in una cella e continuamente picchiati da diavolesse che versano acido sul loro viso.

Simona ha immaginato i trasgressori, coloro che non stanno in casa e mettono in pericolo non solo la loro salute, ma anche quella degli altri. La pena è quella di stare sempre all’aperto, investiti da bufere, piogge continue e nevicate.

Antonello ha immaginato i danneggiatori dell’ambiente. Codesti sono coloro che in vita non hanno avuto rispetto dell’ambiente e ora vivono in un paesino sporco e putrido, simile ad una discarica; sono soffocati dall’aria sporca e dal fumo, lavandosi in un’acqua sempre contaminata e sporca.

Rossella nel canto VII, insieme ai violenti, colloca i pedofili: essi verranno chiusi in una grotta colma di bambini che piangeranno per sempre.

Alessandro R. immagina di collocare nell’VIII cerchio i truffatori, coloro che approfittano dell’ingenuità altrui per derubarli. Spogli della loro astuzia, seguendo il diavolo, cadranno in un vulcano pieno di lava bollente.

Marco nel cerchio II, insieme ai lussuriosi, colloca gli egoisti, ovvero le persone che pensano solo a se stessi, non rispettano i divieti e danneggiano la comunità.

Giuseppe, insieme ai golosi, colloca gli alcolisti che vengono colpiti di continuo, sopra il capo, da pesanti bottiglie di vino.

Francesco R. colloca, nel cerchio VIII, insieme ai fraudolenti, gli incivili: in vita non rispettarono le leggi, ora subiscono diverse pene.

Gli alunni della classe 2^ A

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